Storia: lo Stato d'Israele

Storia: Lo Stato d'Israele

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    Il 14 Maggio 1948 Israele ha proclamato la propria indipendenza. Meno di 24 ore più tardi, gli eserciti regolari di Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq invadevano il paese, costringendo Israele a difendere la sovranità che aveva riguadagnato nella sua antica patria.
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    Paratroopers at the Western Wall (GPO/D.Rubinger) Paratroopers at the Western Wall (GPO/D.Rubinger)
    Paracadutisti al Muro Occidentale (GPO/D.Rubinger)
     
    Israele fu costretto a difendere la sua neo-dichiarata indipendenza dagli attacchi degli eserciti arabi

    Israeli newspapers announce the establishment of the state



    Map of 1949-1967 Armistice Lines
    1949-1967 Linea del cessate-il-fuoco

    Nasce lo Stato d'Israele

    Il 14 Maggio 1948 Israele ha proclamato la propria indipendenza. Meno di 24 ore più tardi, gli eserciti regolari di Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq invadevano il paese, costringendo Israele a difendere la sovranità che aveva riguadagnato nella sua antica patria.

    In quella che divenne nota come Guerra d'Indipendenza di Israele, le Forze di Difesa Israeliane (IDF), appena formate e malamente equipaggiate, respinsero gli invasori in duri combattimenti a più riprese, che durarono circa quindici mesi e che videro da parte israeliana circa 6.000 caduti (quasi l'1% della popolazione ebraica del paese a quell'epoca).

    Nei primi mesi del 1949, vennero condotti negoziati diretti sotto gli auspici delle Nazioni Unite fra Israele e ciascuno dei paesi invasori (eccetto l'Iraq, il quale si rifiutò di negoziare con Israele). Le trattative produssero come risultato accordi armistiziali che riflettevano la situazione al termine dei combattimenti.

     

    Di conseguenza, la pianura costiera, la Galilea e l'intero Neghev,

     

    vennero a trovarsi sotto la sovranità israeliana, Giudea e Samaria (il West Bank), furono sotto il governo giordano, la Striscia di Gaza rientrò sotto l'amministrazione egiziana e la città di Gerusalemme fu divisa fra la Giordania, che ne controllava la parte orientale e la Città Vecchia, e Israele, sotto il cui controllo si trovava il settore occidentale.

     



    le porte del paese vennero spalancate, affermando il diritto di ogni Ebreo a diventare cittadino

    David Ben-Gurion
    David Ben-Gurion, l'uomo della visione (GPO/K. Zoltan)

    A new immigrant woman sitting with her children on their luggage at the main square of Yehud
    Una donna, appena immigrata, con i suoi figli sul bagaglio, nella piazza principale di Yehud (GPO/K. Zoltan)

    La Costruzione dello Stato

    Una volta finita la guerra, Israele concentrò i propri sforzi sulla costruzione di quello Stato per il raggiungimento del quale il popolo aveva lottato tanto duramente e tanto a lungo. La prima Knesset (Parlamento) composta da 120 membri, si riunì dopo elezioni nazionali (25 Gennaio 1949) in cui quasi l'85% degli aventi diritto di voto andò alle urne.
     
    Divennero leader del paese due delle persone che avevano condotto Israele allo Stato: David Ben-Gurion, capo dell'Agenzia Ebraica, venne eletto come Primo Ministro; Chaim Weizmann, capo dell'Organizzazione Sionistica Mondiale, fu scelto dalla Knesset come primo Presidente dello Stato. L'11 Maggio 1949 Israele occupò il proprio seggio in qualità di cinquantanovesimo membro delle Nazioni Unite.
     
    Tenendo fede al concetto di "raduno degli esiliati", che risulta il cuore della ragion d'essere d'Israele, le porte del paese vennero spalancate, affermando il diritto di ogni Ebreo a giungervi e ad acquisirne, al suo ingresso, la cittadinanza. Nei primi quattro mesi d'indipendenza circa 50.000 nuovi arrivati, per lo più sopravvissuti alla Shoah, raggiunsero le coste d'Israele. Alla fine del 1951 era arrivato un totale di 687.000 fra uomini, donne e bambini, 300.000 dei quali profughi da paesi arabi, venendo così a raddoppiare la popolazione ebraica nel paese.

    Lo sforzo economico dovuto alla Guerra d'Indipendenza e la necessità di provvedere alla rapida crescita della popolazione, resero necessaria austerità all'interno e aiuti finanziari dall'estero.

    L'assistenza offerta dal governo degli Stati Uniti, i prestiti di banche americane, i contributi di Ebrei della Diaspora, e i risarcimenti post-bellici dalla Germania, furono usati per costruire case, per meccanizzare l'agricoltura, per fondare una flotta mercantile e una compagnia aerea nazionale, per sfruttare le risorse minerarie disponibili, per sviluppare industrie ed espandere reti stradali, di telecomunicazioni e di energia elettrica.

    Verso la fine del primo decennio la produzione industriale era raddoppiata così come il numero delle persone impiegate, mentre le esportazioni industriali vennero quadruplicate. La vasta espansione di aree coltivate aveva portato all'autosufficienza nella fornitura di tutti i prodotti alimentari di base fatta eccezione per carne e granaglie, mentre circa 20.000 ettari di terreno, per lo più desertico, furono rimboschiti e vennero piantati alberi lungo quasi 800 chilometri di strade principali.

    Il sistema educativo, che era stato sviluppato dalla comunità ebraica nel periodo precedente alla fondazione dello Stato e che includeva ora anche il settore arabo, ebbe una grande espansione. La frequenza scolastica divenne gratuita e obbligatoria per tutti i bambini dai 5 ai 14 anni (dal 1978 l'età della scuola dell'obbligo è stata elevata ai 16 anni ed è gratuita fino ai 18 anni). Fiorirono le attività culturali e artistiche che mescolavano elementi mediorientali, nordafricani e occidentali, e questo perché gli Ebrei che giungevano da ogni parte del mondo, portavano con sé tanto le tradizioni peculiari delle proprie comunità, quanto aspetti della cultura prevalente nel paese in cui erano vissuti per generazioni. Quando Israele ha celebrato il suo decimo anniversario, la sua popolazione contava oltre due milioni di abitanti. 

     





    Gli accordi armistiziali del 1949 furonoanche costantemente violati

    Map of Sinai Campaign 1956
    Campagna del Sinai, 1956


     

    La Campagna del Sinai - 1956
     

     

    Gli anni della costruzione dello Stato furono rattristati da seri problemi legati alla sicurezza. Gli accordi armistiziali del 1949 non solo non riuscirono a spianare la strada di una pace duratura, ma vennero anche costantemente violati.
     
    In contrasto con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 1 Settembre 1951, venne vietato a navi israeliane e a navi battenti bandiera israeliana, di attraversare il Canale di Suez, fu rafforzato il blocco agli Stretti di Tiran, sempre più di frequente pattuglie di terroristi provenienti dai paesi arabi confinanti effettuavano incursioni in territorio israeliano compiendo assassinii
    e sabotaggi, e la penisola del Sinai fu gradualmente trasformata in una enorme base militare egiziana.

     

    Con la firma di un patto di triplice alleanza fra Egitto, Siria e Giordania (Ottobre 1956), la minaccia incombente sull'esistenza d'Israele si intensificò. Nel corso di una campagna militare della durata di otto giorni l'esercito israeliano conquistò la Striscia di Gaza e l'intera penisola del Sinai, fermandosi a 16 chilometri a est del Canale di Suez.

    La decisione delle Nazioni Unite di istallare una Forza d'Emergenza (UNEF) lungo il confine fra Egitto e Israele e le assicurazioni da parte egiziana sulla libera navigazione nel Golfo di Eilat, convinsero Israele a ritirarsi gradualmente (Novembre 1956 - Marzo 1957) dalle zone conquistate poche settimane prima. Di conseguenza gli Stretti di Tiran furono riaperti, consentendo sia lo sviluppo del commercio con paesi asiatici e dell'Africa orientale, sia le importazioni di petrolio dal Golfo Persico.

     


     



    Il secondo decennio

    Concrete pipe section of the National Water Carrier
    Sezione di tubo in calcestruzzo (274 cm. di
    diametro) dell'acquedotto
    nazionale. (Per gentile
    concessione degli Archivi Centrali Sionistici)

    Anni di Consolidamento

    Nel corso del secondo decennio d'esistenza di Israele (1958-68) le esportazioni raddoppiarono e il PIL ebbe ogni anno una crescita di circa il 10%. Sebbene alcuni dei prodotti che precedentemente venivano importati, come la carta, i pneumatici, apparecchi radio e frigoriferi, venissero ora prodotti da industrie locali, la crescita più rapida avvenne nei settori fondati più recentemente, come quello della metallurgia, della costruzione di macchinari, della lavorazione dei prodotti chimici e dell'elettronica. Dato che il mercato interno dei generi alimentari prodotti localmente si stava rapidamente avvicinando a un punto di saturazione, il settore agricolo iniziò a produrre una varietà più ampia di prodotti, sia per l'industria delle conserve che per prodotti freschi da esportare. Per far fronte al volume commerciale in aumento, fu costruito un secondo porto d'acque profonde sulla costa mediterranea, ad Ashdod, che andò ad aggiungersi a quello già esistente di Haifa.
     
    A Gerusalemme venne edificata una sede permanente per la Knesset, mentre vennero costruite nuove strutture per il Centro Medico Hadassa e per l'Università Ebraica in luoghi alternativi, per sostituire quelle che si trovavano sul Monte Scopus, che dovettero essere abbandonate dopo la Guerra d'indipendenza.Nello stesso periodo venne fondato il Museo d'Israele, con lo scopo di raccogliere, conservare, studiare ed esporre i tesori culturali e artistici del popolo ebraico.
     
    Le relazioni diplomatiche di Israele si ampliarono costantemente e vennero a svilupparsi stretti legami con gli Stati Uniti, con i paesi del Commonwealth britannico, con la maggior parte degli stati dell'Europa occidentale, con quasi tutti i paesi dell'America Latina e dell'Africa e con alcune nazioni asiatiche. Furono intrapresi vasti programmi di cooperazione internazionale e centinaia di medici, ingegneri, insegnanti, agronomi, esperti di irrigazione e giovani organizzatori condivisero le proprie conoscenze e le loro esperienze con persone di altri paesi in via di sviluppo. Nel 1965 avvenne lo scambio di ambasciatori con la Repubblica Federale di Germania, un passo che fino ad allora era stato rimandato per gli amari ricordi del popolo ebraico dei crimini commessi nei propri confronti durante il regime nazista (1933-1945). La normalizzazione delle relazioni fra i due paesi fu
    preceduta da una veemente opposizione e da un acceso dibattito pubblico.

     


    Nazi war criminal Adolf Eichmann on trial in Jerusalem

    Il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann sotto processo a Gerusalemme (GPO/J. Milli)

     

     
     

     

    Il processo Eichmann: nel maggio del 1960 Adolf Eichmann, il capo operativo del piano di sterminio nazista eseguito durante la Il Guerra Mondiale, fu condotto nel Paese per essere processato, in base alla Legge Israeliana per la Punizione dei nazisti e dei collaboratori dei nazisti (1950).
     
    Nel processo, che si aprì nell'Aprile del 1961, Eichmann fu riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità e contro il popolo ebraico e fu condannato alla pena di morte. Il suo appello alla Corte Suprema fu respinto ed egli fu giustiziato per impiccagione il 30 maggio 1962. Fu questa l'unica volta che nella legge israeliana fu applicata la pena di morte.

     

    - Trascrizioni del processo Eichmann
    - Il processo Eichmann: cinquanta anni dopo - Arresto e processo di Adolf Eichmann (Israel State Archives)

                                                   - Filmati del processo Eichmann

     

     

    As Israel's neighbors prepared to destroy the Jewish state, Israel invoked its right of self-defense

    Map of ceasefire lines after the Six-Day War, 1967
    Ceasefire lines after the Six-Day War, 1967




    Paratroopers at the Western Wall
    Paratroopers at the Western Wall (GPO/D.Rubinger)

    1967 Six-Day War
    Hopes for another decade of relative tranquility were dashed with the escalation of Arab terrorist raids across the Egyptian and Jordanian borders, persistent Syrian artillery bombardment of agricultural settlements in  northern Galilee, and massive military build-ups by the neighboring Arab states. When Egypt again moved large numbers of troops into the Sinai desert (May 1967), ordered the UN peacekeeping forces (deployed since 1957) out of the area, reimposed the blockade of the Straits of Tiran, and entered into a military alliance with Jordan, Israel found itself faced by hostile Arab armies on all fronts.

    As Israel's neighbors prepared to destroy the Jewish state, Israel invoked its inherent right of self-defense, launching a preemptive strike (5 June 1967) against Egypt in the South, followed by a counterattack against Jordan in the East and the routing of Syrian forces entrenched on the Golan Heights in the North.

    At the end of six days of fighting, previous cease-fire lines were replaced by new ones, with Judea, Samaria, Gaza, the Sinai peninsula, and the Golan Heights under Israel's control. As a result, the northern villages were freed from 19 years of recurrent Syrian shelling; the passage of Israeli and Israel-bound shipping through the Straits of Tiran was ensured; and Jerusalem, which had been divided under Israeli and Jordanian rule since 1949, was reunified under Israel's authority.



    From War to War

    After the war, Israel's diplomatic challenge was to translate its military gains into a permanent peace based on UN Security Council Resolution 242, which called for acknowledgment of the sovereignty, territorial integrity, and political independence of every state in the area and their right to live in peace within secure and recognized boundaries free from threats or acts of force.

    However, the Arab position, as formulated at the Khartoum Summit (August 1967) called for no peace with Israel, no negotiations with Israel, and no recognition of Israel. In September 1968, Egypt initiated a 'war of attrition,' with sporadic, static actions along the banks of the Suez Canal, which escalated into full-scale, localized fighting, causing heavy casualties on both sides. Hostilities ended in 1970, when Egypt and Israel accepted a renewed cease-fire along the Suez Canal.

     

     

    1973 Yom Kippur War

    Three years of relative calm along the borders were shattered on Yom Kippur (Day of Atonement), the holiest day of the Jewish year, when Egypt and Syria launched a coordinated surprise assault against Israel (6 October 1973), with the Egyptian Army crossing the Suez Canal and Syrian troops penetrating the Golan Heights.

    During the next three weeks, the Israel Defense Forces turned the tide of battle and repulsed the attackers, crossing the Suez Canal into Egypt and advancing to within 20 miles (32 km.) of the Syrian capital, Damascus. Two years of difficult negotiations between Israel and Egypt and between Israel and Syria resulted in disengagement agreements, according to which Israel withdrew from parts of the territories captured during the war.



    1982 Operation Peace for Galilee

    Israel has never wanted a conflict with its northern neighbor, Lebanon. However, when the Palestine Liberation Organization (PLO) redeployed itself in southern Lebanon after being expelled from Jordan (1970) and perpetrated repeated terrorist actions against the towns and villages of northern Israel (Galilee), which caused many casualties and much damage, the Israel Defense Forces crossed the border into Lebanon (1982).

    "Operation Peace for Galilee" resulted in removing the bulk of the PLO's organizational and military infrastructure from the area. For the next 18 years, Israel maintained a small security zone in southern Lebanon adjacent to its northern border to safeguard its population in Galilee against attacks by hostile elements.



    TERRORISM

    Arab and Palestinian terrorism against Israel existed for decades prior to the establishment of the State of Israel and since then. Thousands of terrorist attacks which resulted in the death and injury of Israeli civilians occurred during the two decades preceding the 1967 Six Day War (which led to Israel's presence in the territories). The establishment of the PLO in 1964 put it at the forefront of this terrorist campaign.

    During the 1970s and 1980s, the various terrorist organizations under the PLO launched numerous attacks inside Israel and abroad. One of the most notorious attacks was the murder of 11 Israeli athletes at the Munich Olympics in 1972.

    In spite of the Palestinian commitment made in 1993 to renounce terrorism, thus providing the basis for the Palestinian-Israeli peace process, terrorist attacks nonetheless continued, and strongly intensified since September 2000, resulting in the death of more than a thousand Israeli civilians and the wounding of many thousands more.


     



    The cycle of Arab rejection of Israel's appeals for peace was broken

    Egyptian President Sadat, US President Carter and Israeli Prime Minister Begin
    Egyptian President Sadat, US President Carter and Israeli Prime Minister Begin (Photo: GPO/S.Tal)


    Prime Minister Yitzhak Rabin and King Hussein of Jordan
    Prime Minister Yitzhak Rabin and King Hussein of Jordan (Photo: GPO/Y.Sa'ar)


    Peace with Egypt and Jordan (map)
    Peace with Egypt and Jordan

    From War to Peace

    The 1977 Knesset elections brought the Likud bloc (a coalition of right-wing and centrist parties) to power, ending almost 30 years of Labor Party dominance. The new prime minister, Menachem Begin, reiterated the commitment of all previous prime ministers to strive for permanent peace in the region and called upon the Arab leaders to come to the negotiating table.

    The cycle of Arab rejections of Israel's appeals for peace was broken with the visit of Egyptian President Anwar Sadat to Jerusalem (November 1977), followed by negotiations between Egypt and Israel under American auspices. The resulting Camp David Accords (September 1978) contained a framework for a comprehensive peace in the Middle East, including a detailed proposal for self- government for the Palestinians.

    On 26 March 1979, Israel and Egypt signed a peace treaty in Washington, DC, bringing the 30-year state of war between them to an end. In accordance with the terms of the treaty, Israel withdrew from the Sinai peninsula, exchanging former cease-fire lines and armistice agreements for mutually recognized international boundaries.

    Three years of talks between Jordan and Israel, following the 1991 Madrid Peace Conference, culminated in a declaration by King Hussein of the Hashemite Kingdom of Jordan and Prime Minister Yitzhak Rabin (July 1994), which ended the 46-year state of war between their two countries. The Jordan-Israel peace treaty was signed at the Arava border crossing (near Eilat in Israel and Akaba in Jordan) on 26 October 1994, in the presence of American President Bill Clinton.


     

    Domestic Challenges

    During the 1980s and 1990s, Israel absorbed over one million new immigrants, mainly from the former Soviet Union, Eastern Europe, and Ethiopia. The influx of so many new consumers, as well as a large number of skilled and unskilled workers, boosted the economy into a period of accelerated expansion.

    The government that came into power after the 1984 Knesset elections was made up of the two major political blocs - Labor (left/center) and Likud (right/center). It was replaced in 1988 by a Likud-led coalition, which was followed in 1992 by a coalition of Labor and smaller left-of-center parties.

    After the assassination of Prime Minister Yitzhak Rabin in 1995, new elections were called in 1996. In direct elections for Prime Minister, Benjamin Netanyahu came to power, and formed a Likud-led coalition. Less than three years later, his government was defeated.

    Every year, Israel holds a special commemoration to mark the anniversary of the assassination of Prime Minister Yitzhak Rabin. His murder on 4 November 1995 by a Jewish extremist plunged the country into deep mourning for the soldier-statesman, who had traveled from the battleground to lead the nation on the road to peace.

    In 1999, Ehud Barak, leader of the One Israel party (left/center), was elected Prime Minister, and formed a coalition government; he resigned in December 2000. Ariel Sharon, leader of the Likud, was prime minister from early 2001 until he suffered a stroke in early 2006. Ehud Olmert, head of the Kadima Party formed by Sharon in November 2005, succeeded him as prime minister.

    Following the resignation of Ehud Olmert, Benjamin Netanyahu was elected as prime minister in early elections held in February 2009, and formed a broad-based coalition government.

    Each government worked towards the achievement of peace, economic development, and immigrant absorption according to its own political convictions.

     
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