terms nos

Modalità e Numeri

  •   In aumento la presenza cristiana in Israele
  •  
     
  •  
  •  
    Popolazione cristiana nello Stato d’Israele
    Alla luce delle ripetute insinuazioni che sottintendono che il numero dei cristiani presenti nello stato d’Israele[1] sia in diminuzione, la Tavola I, redatta dall’Israeli Central Bureau of Statistics, prova il contrario: dimostra che il tasso d’incremento della popolazione tra gli israeliani cristiani è più o meno pari a quello degli israeliani ebrei, con i quali condividono caratteristiche socio-economiche.
    Differenze in rapporto alla popolazione ebraica si possono riscontrare nei primi anni ‘50, con l’arrivo in massa e l’assorbimento di rifugiati provenienti dai paesi arabi e dall’Europa in seguito alla Guerra d’Indipendenza. Un’altra disuguaglianza si è verificata dopo la Guerra dei Sei Giorni, con l’aumento e gli spostamenti delle popolazioni musulmane e cristiane in Israele. Una terza e più eccezionale disparità nella popolazione si è verificata negli anni ‘90 durante l’immigrazione di massa dai paesi della ex Unione Sovietica che hanno portato ad un sostenuto aumento tra gli ebrei e i cristiani. Questa immigrazione ha incluso un gran numero di cristiani russi per i quali Israele doveva essere, originariamente, una stazione intermedia; molti, tuttavia, scelsero di rimanere qui e diventare cittadini a tutti gli effetti – prestando servizio militare ed integrandosi nella società e nell’economia dello Stato, a prescindere dalla religione di appartenenza.
     
    La Tavola II mostra la dispersione dei cristiani all’interno dello Stato d’Israele.
    L’aumentato tasso di crescita della popolazione nelle maggiori aree economiche (Tel Aviv, la regione centrale, Haifa) tra il 1995-2008 può essere attribuito all’afflusso di Cristiani non arabi – soprattutto lavoratori stranieri e immigrati Russi.
     

     
    La popolazione cristiana a Gerusalemme
    La Tavola III mostra nel dettaglio la popolazione di Gerusalemme negli ultimi dieci anni. Di nuovo, l’aumento costante nella popolazione cristiana riflette quello della popolazione ebraica.
    Il calo nel 1995 può essere ascritto al trasferimento di alcune aree al controllo dell’Amministrazione Palestinese, un evento che ha causato un calo nella popolazione cristiana nell’ambito di tali aree a causa delle attività politiche, sociali e para-militari dell’Autorità Palestinese e fuori dal controllo dello Stato di Israele.
    TAVOLA I
    Presenza cristiana in Israele 1949-2007
     
    Drusi (migliaia)
    Musulmani (migliaia)
    Cristiani (migliaia)
    Ebrei (migliaia)
    Totale(migliaia)
    anno
    14,5
    111,5
    34
     1.013,90
     1.173,90
     1949
    29,8
     212,4
    57,1
     2.299,10
     2.598,40
    1965
    32,1
     289,6
     71
    2.383,60
    2.776,30
    1967
    74
    595
    100,9
    3.561,40
    4.331,30
    1986
    82,6
    677,7
    114,7
    3.946,70
    4.821,70
    1990
    94,5
    839,9
    123,4
    4.616,10
    5.757,90
    1996
    110,8
    1.072,50
    142,4
    5.165,40
    6.748,40
    2003
    119,7
    1.206,10
    151,6
    5.478,20
    7.243,60
    2007

     
    TAVOLA II
    Distribuzione dei Cristiani in Israele
     
    2008
      1995
     1983
    1972
    1961
    (migliaia)
    150,7
    120,3
    94,1
    72,1
    50,5
    TOTALE
    15,0
    13,9
    13,9
    11,8
    1,6
    Gerusalemme
    91,0
    72,3
    57,4
    45,8
    36,0
    Nord
    21,6
    18,4
    12,8
    9,2
    7,7
    Haifa
    8,8
    5,5
    3,5
    2,3
    2,0
    Centro
    9,3
    6,7
    4,6
    2,7
    2,8
    Tel Aviv
    4,8
    3,6
    1,9
    0,3
    0,4
    Sud
     
    TAVOLA III
    Presenza cristiana a Gerusalemme 1988-2008
     
    (migliaia)
    1988
    1990
    1995
    2000
    2005
    2007
    2008
    Totale
    493,5
    524,5
    602,7
    657,5
    719,9
    747,6
    763,6
    Ebrei
    353,8
    378,2
    420,9
    439,6
    464,3
    476,1
    484,0
    Musulmani
    125,2
    131,8
    165,8
    196,9
    232,3
    247,8
    255,7
    Cristiani
    14,4
    14,4
    13,5
    14,2
    14,9
    15,2
    15,4
    N.C.
    ..
    ..
    2,4
    6,7
    8,3
    8,4
    8,4
     
    [1] Molte persone di chiesa usano il termine Terra Santa non solo nella sua accezione puramente teologica-religiosa, ma anche per descrivere implicazioni socio-demografiche di conflitti politici attuali. Noi vorremmo mettere in evidenza il fatto che il termine Terra Santa manca di una definizione geografica o politica moderna. Pertanto, sarebbe errato riferirsi alla Terra Santa come entità generale nella quale si verificano persecuzioni ed emigrazioni di Cristiani. Il termine Terra Santa, infatti, può racchiudere tutti quei luoghi che sono stati testimoni degli eventi descritti sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento: questo significa Turchia, Egitto, ed Iraq, oltre ad Israele, Giordania e Autorità Palestinese. Pertanto, parlare delle persecuzioni o dell’esodo dei cristiani dalla Terra Santa è ingiusto nei confronti di Israele e della Giordania, in quanto in questi paesi non si sono mai verificati tali avvenimenti.
    Come mostrato sopra, la presenza dei Cristiani in Israele e a Gerusalemme non solo è rimasta stabile dal 1967, ma è anche in aumento.