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Yad Vashem aggiornamenti Pio-1

  •   Yad Vashem - Comunicato stampa: pannello di Pio XII riguardante le attività del Papa durante la guerra – aggiornato.
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    Recentemente, in seguito alla richiesta dell’Istituto Internazionale per le Ricerche sull’Olocausto dello Yad Vashem, il pannello riguardante le attività del Vaticano e di Papa Pio XII durante la Seconda Guerra mondiale, è stato aggiornato. Questo aggiornamento è un riflesso delle ricerche svolte negli ultimi anni e presenta un quadro più complesso di quanto esposto in precedenza.
     
    Nel 2005, Yad Vashem ha aperto il suo nuovo Museo di Storia dell’Olocausto dopo più di un decennio di lavori. I testi del museo sono stati scritti basandosi sugli studi disponibili nei primi anni del 2000. Contrariamente a quanto è stato riportato, questo cambiamento non è il risultato di pressioni da parte del Vaticano. Nel corso degli ultimi anni, nuove ricerche, in parte basate sull’apertura di raccolte archivistiche come l’archivio di Pio XI (fino al 1939) e su altre informazioni, comprese quelle presentate ad un workshop internazionale accademico “Papa Pio XII e l’Olocausto - Stato attuale della ricerca” che si è tenuto a Yad Vashem nel 2009, hanno chiarito alcune questioni, pur lasciando aperte molte domande. Solo quando tutto il materiale sarà disponibile, potrà emergere un quadro più chiaro. Il workshop fu avviato dal compianto Prof. David Bankier, allora capo dell’Istituto Internazionale per le Ricerche sull’Olocausto dello Yad Vashem. Gli atti di questo seminario accademico saranno presto pubblicati in un volume (in inglese) dallo Yad Vashem. Il Prof. Bankier preparò una bozza per l’aggiornamento del pannello del Museo e, poiché egli è morto, questo testo è stato poi messo a punto dai ricercatori dell’Istituto, guidati dall’attuale capo dell’Istituto, il Prof. Dan Michman. Il pannello dichiarava che le reazioni di Papa Pio XII erano controverse, cosa che per alcuni visitatori del Museo era poco comprensibile.
     
    Il pannello attuale, presenta questa controversia in modo più dettagliato. Naturalmente, nessuna didascalia in un museo potrà mai esplorare esaurientemente un qualsiasi argomento, e per coloro che sono interessati a saperne di più, la biblioteca e gli archivi dello Yad Vashem offrono una pletora di materiale. Yad Vashem attende con impazienza il giorno in cui gli archivi vaticani saranno aperti ai ricercatori in modo che si possa giungere ad una più chiara comprensione degli eventi. Ricercatori dello Yad Vashem e storici continuano a studiare molti aspetti della storia dell’Olocausto. Negli ultimi anni, una serie di correzioni sono state effettuate in tutto il Museo. Qualora si dovessero rendere necessari eventuali altri aggiornamenti, questi non mancheranno certamente.
     
    Di seguito è riportato il nuovo testo:
     
    Il Vaticano
     
    Il Vaticano, sotto Pio XI, Achille Ratti, e rappresentato dal Segretario di Stato Eugenio Pacelli, ha firmato un concordato con la Germania nazista nel luglio del 1933, al fine di preservare i diritti della Chiesa cattolica in Germania.
    La reazione di Pio XII, Eugenio Pacelli, all’assassinio degli ebrei durante l’Olocausto è una questione controversa tra gli studiosi. Dall’inizio della seconda guerra mondiale, il Vaticano ha mantenuto una politica di neutralità. Il Pontefice si è astenuto dal firmare la dichiarazione degli Alleati del 17 dicembre 1942 che condannava lo sterminio degli ebrei. Eppure, nel suo discorso radiofonico di Natale del 24 dicembre 1942 si è riferito alle “centinaia di migliaia di persone che, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o origine etnica (Stirpe), sono state destinate alla morte o ad un lento declino”. Gli ebrei non erano esplicitamente menzionati. Quando gli ebrei furono deportati da Roma ad Auschwitz, il Pontefice non espresse alcuna pubblica protesta. La Santa Sede si è appellata separatamente ai governanti della Slovacchia e dell’Ungheria in nome degli ebrei. Coloro che criticano il Papa sostengono che la sua decisione di astenersi dal condannare l’assassinio degli ebrei da parte della Germania nazista costituisce un fallimento morale: la mancanza di orientamenti chiari ha lasciato spazio affinché molti potessero collaborare con la Germania nazista, rassicurati dal pensiero che ciò non era in contrasto con gli insegnamenti morali della Chiesa. Inoltre, ha lasciato ai singoli chierici e laici l’iniziativa di salvare gli ebrei. Coloro che lo difendono sostengono che questa neutralità impediva misure più severe contro il Vaticano e le istituzioni della Chiesa in tutta Europa, consentendo quindi un numero considerevole di attività segrete di soccorso a diversi livelli della Chiesa. Inoltre, essi indicano i casi in cui il Pontefice incoraggiò le attività che permisero il salvataggio degli ebrei. Fino a quando tutto il materiale pertinente non sarà a disposizione degli studiosi, questo argomento rimarrà aperto e soggetto ad ulteriori indagini.